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La lettera delle vicepresidenti nazionali Graglia e Gazzetta in occasione della Giornata internazionale della donna  

Quel ramo di mimosa, fiore semplice e forte, che le donne antifasciste scelsero quale simbolo dell’8 marzo all’indomani della fine della Seconda guerra mondiale, continua a ben interpretare i valori e i diritti del Titolo I della Costituzione: libertà, democrazia, giustizia sociale, lavoro, scuola, salute, ambiente. In questo 2024, che cosa si deve esprimere e rivendicare come donne?

Parte così la lettera agli associati delle vicepresidenti nazionali di Anp-Cia,

Anna Graglia e Giovanna Gazzetta, in occasione della Giornata internazionale della donna.

Troppi conflitti violenti si stanno combattendo in Europa e nel Mediterraneo, Ucraina, Israele, Striscia di Gaza e Cisgiordania, e in più parti del globo terrestre, una cinquantina di guerre sparse nel mondo, con l’uccisione di bambini, donne e uomini, la devastazione di città e paesi interi

-ricordano Graglia e Gazzetta-.

Le folli spese militari a livello mondiale nel 2023 hanno raggiunto i 2.240 miliardi di dollari, pari al 2,2% del Pil, il massimo storico di spesa. Quante scuole, asili nidi, ospedali e case della salute, teatri, si possono costruire con una somma di denaro così importante?

Gli armamenti sono oggi molto più pericolosi per capacità distruttiva e inquinamento, senza contare le terribili e potenti armi atomiche. C’è il pericolo di una terza guerra mondiale che deve essere fermato, pena la distruzione di larga parte del pianeta.

Le controversie fra gli Stati o all’interno dei singoli Paesi vanno risolte nei tavoli negoziali. Pace e disarmo, è la volontà unanime delle persone di buona volontà e, come sta chiedendo Papa Francesco, stop alle guerre, deporre le armi e cominciare trattative serie per mettere fine alle ostilità.

In questo 8 marzo, continuano le vicepresidenti di Anp

gridiamo basta ai femminicidi, che continuano a insanguinare il nostro Paese. Sono segno di arretratezza culturale e di una malata concezione di possesso. Una vergogna che deve essere superata attraverso l’educazione nelle scuole, la condivisione di diritti e doveri paritari all’interno della famiglia, il crollo del patriarcato.

 

Chiediamo inoltre più opportunità di lavoro per le donne; la fine del divario retributivo di genere e delle discriminazioni nei luoghi di lavoro; l’accesso a tutte le carriere; pensioni eque e dignitose; politiche concrete per l’invecchiamento attivo che rendano serene le persone anziane. Nessun ostacolo deve essere più frapposto alla frequentazione scolastica, al diritto alla salute, ai servizi sociali e culturali, ai trasporti e a tutto ciò che rende più facile e giusta la vita delle donne, nelle città come nelle aree rurali e interne.

Con queste speranze e obiettivi, conclude la lettera di Graglia e Gazzetta,

auguri a tutte le donne dall’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani”.

 

Fonte Ufficio Stampa Anp-Cia

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