Sono state scelte tre realtà di eccellenza calabrese per il progetto soil4life, il progetto europeo per la tutela del suolo che vede coinvolti diversi partner importanti quali Legambiente, ISPRA, CIA Agricoltori Italiani, CCIVS, Crea, ERSAF, Politecnico di Milano, Comune di Roma e Zelena Istria, uniti nell’obiettivo comune di promuovere l’uso sostenibile ed efficiente del suolo e delle sue risorse. 
Tutelare il suolo significa scongiurare il pericolo di essere travolti da frane e alluvioni e preservare un’indispensabile riserva di biodiversità. Senza dimenticare che nel suolo si trova il più importante stock di carbonio terrestre, dalla cui corretta gestione può dipendere gran parte del successo della lotta al cambiamento climatico. La maggior parte, dei disastri ambientali, a cui troppo spesso ormai assistiamo, anche a livello regionale, sono riconducibili alla mancanza di attenzione al suolo nella gestione degli ecosistemi agrari e forestali.


Associazioni ed enti di ricerca infatti sono uniti dalla convinzione che il suolo vada preservato con azioni e politiche più concrete

Supportate da analisi e studi capaci di predisporre le informazioni necessarie agli interventi, anche normativi, ormai indispensabili per fermare il consumo e il degrado di questa fondamentale e non rinnovabile risorsa naturale.
Non a caso tutte e tre le realtà scelte nel territorio calabrese per l’uso di pratiche agronomiche virtuose, che tutelano l’ambiente e la biodiversità sono localizzate all’interno del territorio incontaminato del Parco Nazionale della Sila, areale che si estende tra le province di Cosenza, Crotone e Catanzaro, territorio più volte decantato da diverse riviste internazionali per essersi fregiato il titolo di “aria più pulita di Europa” superando il confronto con altri territori europei quali quelli della Norvegia e dell’arcipelago delle Isole Svalbard, al Polo Nord!
Ebbene, in questi territori grava ancor di più l’incombenza della tutela del territorio, del suolo e della biodiversità e il compito di preservarne la bellezza incontaminata, anche se si tratta di attività agricole economiche, lo sanno bene le attività intervistate nell’ambito del progetto e che risulteranno di esempio per tutto il territorio nazionale e non solo.
Nell’ambito regionale il progetto, le interviste e la scelta delle aziende in primis, sono stati curati da Cia-Agricoltori Italiani Calabria, ovvero in prima linea dal Direttore regionale Franco Belmonte e dall’Agronomo Mancuso Vincenzina.


Le realtà calabresi scelte, in particolare riguardano:


Il consorzio di produttori patate Associati PPAS, con l’intervista al loro responsabile tecnico, l’agronomo Michele Santaniello – la più importante realtà aggregativa del settore pataticolo della Regione Calabria e l’unica riconosciuta come Organizzazione di Produttori di patate. Un Consorzio che nasce nel 2003 con lo scopo di promuovere e valorizzare la pataticoltura dell’altopiano Silano, il PPAS attualmente conta 41 associati tra aziende agricole e società cooperative che porta ad avere un sistema aggregato e controllato di oltre 100 produttori che coltivano su circa 800 ettari oltre 300.000 quintali di patate all’anno. Il Consorzio PPAS è il punto di riferimento commerciale principale presente sul territorio, in forte espansione sia sul fronte delle patate da industria che su quello delle patate da consumo. La Patata della Sila Igp viene prodotta in maniera eco-friendly, in un territorio protetto. Diverse le tecnologie adottate a supporto di più aziende e che portano al risparmio idrico e all’agricoltura di precisione. All’interno del progetto soil4life vengono presentate le tecniche innovative proprio per dimostrare che i metodi di coltivazione non sono impattanti sull’ambiente circostante. Una produzione di qualità e non di quantità che si basa su un’agricoltura 4.0. Sono state infatti montate all’interno di alcuni campi di coltivazione delle stazioni “agro-metereologiche” atte a calcolare in maniera specifica diverse variabili dell’ambiente circostante, quali vento, umidità e temperatura. I dati agro-meteorologici, come spiegato dall’agronomo Michele Santaniello, vengono acquisiti ed elaborati dai sistemi informatici in tempo reale, supportando così le decisioni dei tecnici che seguono il consorzio e le aziende associate.  Come ha spiegato infatti alle telecamere l’agronomo Santaniello: – “La stazione meteo è uno strumento che ci aiuta per la rilevazione meteorologica e climatica e per tutte le principali applicazioni per l’agricoltura di precisione e per la sostenibilità in agricoltura: difesa sostenibile e lotta ai patogeni, risparmio idrico e misura dell’umidità del suolo. I dati sono inviati automaticamente al nostro portale che presenta le informazioni necessarie per gestire i principali modelli agronomici oltre a mantenere tutto lo storico delle rilevazioni in campo. Questi dispositivi oltre a fornirci ora per ora i dati climatici sono importanti per gli allarmi per quanto riguarda la peronospera, essendo noi un consorzio di patate la peronospera è la malattia più importante e quella più pericolosa e con queste stazioni riusciamo a monitorarne l’andamento e ad avere gli allarmi nel momento in cui ci sono dei potenziali rischi. Grazie a queste stazioni riusciamo ad avere in tempo reale questi allarmi e diamo ai nostri soci settimana per settimana, e quando ce n’è bisogno anche ogni due giorni, gli indici di infezione, grazie ai bollettini trasmessi settimanalmente infatti riusciamo a mantenere sotto controllo l’infezione perché tutti i nostri soci hanno giornalmente l’informazione sulla malattia.


La messa a punto di metodologie di rilevamento ha portato inoltre il consorzio anche all’installazione delle stazioni pedologiche, un progetto finanziato dal Parco Nazionale della Sila

Tale strumentazione collocata in diversi terreni di produttori associati ci aiuta a monitorare la presenza dell’acqua nel terreno e ci dà la capacità di irrigare il campo ora per ora, è importante questo sia per una questione prettamente agronomica, ovvero capire quanta acqua è presente e intervenire solo quando ci sia la necessità e sia per avere una sostenibilità ambientale nelle coltivazioni, importante funzionalità di queste stazioni è anche dare l’allarme all’agricoltore quando la pianta necessita d’acqua. Per noi ha una duplice valenza quindi, sia per migliorare la coltivazione che la sostenibilità. Il risparmio idrico è oggi il tema centrale per noi della Sila e lo sarà anche per i prossimi 10 anni. Sono diverse inoltre le strategie adottate dal consorzio sia per abbattere le distanze tra consumatore finale e produttore e sia per rimanere in linea con le regole dettate dall’Europa, una tra queste è la tracciabilità. La nostra patata Igp è un prodotto interamente tracciabile dal campo alla tavola. Ogni lotto di prodotto, in arrivo dai campi o dai magazzini di stoccaggio, ha un proprio codice identificativo che lo segue per tutta la lavorazione delle patate, fino al confezionamento. Con un semplice smartphone, inquadrando il QR Code presente sulla confezione si accede alla sezione tracciabilità del portale del Consorzio PPAS, digitando il codice lotto stampato sull’etichetta, il consumatore può conoscere la storia del prodotto acquistato, visualizzare l’appezzamento di coltivazione su Google Maps e scaricare l’analisi che attesta assenza di residui, indice di sicurezza e genuinità del prodotto acquistato.
Altra tecnologie d’avanguardia adottata a supporto delle aziende è il sistema di biodegrazione – un sistema di smaltimento dei reflui di fine trattamento e delle acque di lavaggio delle irroratrici attraverso un processo totalmente naturale di biodegradazione. Il sistema adottato serve a degradare il prodotto chimico e quindi a far fuoriuscire soltanto del vapore acqueo, è importante questo perché l’Europa ci detta delle indicazioni sull’inquinamento puntiforme e con questa strategia riusciamo ad eliminare l’inquinamento, aspetto che risulta fondamentale nelle aziende intensive”.

Fiego – Fattoria Brigantesca” di Rosaria Talarico (Membro Donne in campo Cia)

Fattoria brigantesca con venti ettari ricoperti di boschi e castagneti secolari si colloca nel cuore incontaminato della Sila Piccola. A mille metri di altitudine e pochi chilometri da Panettieri, caratteristico borgo montano di trecento abitanti. In un paesaggio che varia dal giallo delle ginestre in estate al candore del manto nevoso in inverno. Una vallata che mantiene l’aspetto di un tempo: pascoli verdi e piccoli appezzamenti coltivati. L’attività di recupero dei vecchi fabbricati dei primi del Novecento è stato il primo passo così proseguendo poi nel recupero di razze antiche quale il suino nero di Calabria. L’azienda Calabrese presa in oggetto per il coinvolgimento nel progetto Soil4life è una start-up innovativa di «Agricoltura Etica ed Eroica di Montagna», mediante la creazione di un allevamento di “Suino Nero di Calabria Semi-Brado”. Si tratta di un’azienda in cui le tradizioni si fondono con l’arte e la ricerca perché le radici, la bellezza e il miglioramento continuo sono da sempre per loro considerati i pilastri di una sana agricoltura. L’azienda si è posta come primo obiettivo il recupero di luoghi, varietà e modi di coltivare e allevare “antichi”, sapendoli però coniugare con l’innovazione, senza che questo significhi un mero incremento di produttività a scapito della qualità dei prodotti, della salute dei cittadini e del rispetto per l’ambiente in cui si opera. Il progetto aziendale ha una vocazione interdisciplinare, grazie anche alla formazione della fondatrice (giornalista affermata, più volte intervistata da diverse testate giornalistiche nazionali), puntando moltissimo sulla comunicazione (digitale e non), la contaminazione di settori diversi da quello dell’agricoltura che permettono di “ripopolare” le aree montane e lo “scouting” di tecnologie innovative per mitigare l’impatto ambientale e preservarne la bellezza. Innovare nel rispetto della tradizione, della biodiversità, dei servizi ecosistemici e del suolo è questo il fulcro del video dell’intervista nell’ambito del progetto Soil4life per la Calabria a cui verrà dato risalto a livello internazionale.

Grazie a un sistema in corso di valutazione di brevetto che l’azienda sarà la prima a installare in Italia.

Sarà possibile infatti nel processo di depurazione delle acque di ridurre i costi di manutenzione, i consumi energetici (ridotti fino al 50%) e di ottenere una produzione depurativa fino a otto volte superiore, a parità di volume. Gli studi sono basati sull’applicazione tecnica di processi di trattamento e depurazione d’avanguardia nel rispetto dell’ambiente, per eliminare totalmente gli sprechi dei reflui e dei rifiuti trasformandoli in nuove risorse. Un’azione sinergica che si traduce in un importante abbattimento dei consumi energetici e idrici.


“Azienda Agrituristica 4 stelle” di Greco Antonella (Presidente regionale Donne in campo Cia)

L’Agriturismo 4 stelle è situato sull’ altopiano silano alla località Lagarò Lupinacci ai margini del lago Cecita, e a pochi chilometri della nota meta montana turistica denominata Camigliatello, nel verde incontaminato del Parco Nazionale della Sila. L’azienda Calabrese presa in oggetto per il coinvolgimento nel progetto Soil4life è un’azienda storica dell’altopiano Silano, che s’intreccia da anni tra tradizioni e innovazione. Di proprietà della famiglia Greco, infatti, da tre generazioni e da quasi un secolo coltiva i campi e alleva bestiame, attualmente invece è gestita da Antonella, che in continuità del papà e del nonno dal 1998 con orgoglio di appartenenza mantiene viva una tradizione di famiglia insieme al marito. L’azienda è costituita da circa 70 ettari ed è prevalentemente ad indirizzo zootecnico con duplice attitudine perché si produce buona carne ed ottimo latte, i bovini crescono all’ aperto ed anche i cereali si producono secondo il metodo biologico. Vengono allevati maiali, allo stato brado, per la produzione di carne, consumata e venduta fresca e per la preparazione di salumi tipici, sapientemente lavorati a mano secondo l’antica tradizione contadina. Il latte prodotto viene impiegato per la limitata trasformazione nel caseificio aziendale da cui vengono ricavati caciocavalli, formaggio, ricotte e mozzarelle. Si provvede alla vendita diretta, questo è un modo per potersi rapportare con il consumatore finale al quale si vende anche tradizioni e saperi del territorio. Circa 15 anni fa, Antonella, fiera di vivere in una regione bellissima, accogliente e ricca di tradizioni, con l’aiuto dei fondi comunitari avvia la trasformazione di vecchi locali ormai dismessi dall’ attività agricola e realizza un punto ristoro ed alloggi per dare la possibilità di passare giornate indimenticabili a contatto con la natura. L’ agriturismo è stato una delle tante modalità con cui si è portato ammodernamento all’ azienda.
Un processo, quello dell’innovazione costantemente in corso, infatti, oltre ad aver realizzato un’azienda moderna di filiera corta, è tra le prime in Italia a sperimentare la coltivazione della canapa alimentare. L’utilizzo della canapa sativa nei processi di fitorisanamento con conseguente miglioramento della fertilità del suolo grazie alla capacità di assorbimento da parte delle radici di questa pianta dei componenti organici o inquinanti presenti nel terreno è questo il fulcro del progetto Soil4life per la Calabria a cui è stato dato risalto durante il corso del video e dell’intervista. Una volta depurati, i fanghi possono essere riutilizzati come normale terriccio. Il continuo impegno ed il costante supporto della struttura Cia Regionale e Nazionale ha dato la possibilità all’azienda 4 stelle di esternare e condividere il progetto di coltivazione di canapa sativa, sperimentando, una scelta strategica per la ripresa di questa coltivazione. La canapa inoltre risulta essere superiore agli altri phytoremediators perché cresce rapidamente, raggiungendo il pieno raccolto in soli 180 giorni e produce una sfera di radici che si estende nel terreno da 1,5 ad 2,5 metri migliorando di conseguenza, raggiungendo tali profondità, anche la struttura del terreno. Molteplici sono i benefici che se ne traggono dalla sua coltivazione, è ormai risaputo che questa pianta fino a poco tempo fa demonizzata in realtà può essere un’ottima alleata per la riqualifica di terreni e di interi territori, la canapa infatti libera la terra inquinata da diossina e dai metalli pesanti e contribuisce a mitigare i cambiamenti climatici, trattenendo anidride carbonica. Le piante di canapa (cannabis sativa) sono in grado di assorbire e estrarre dal terreno molte delle sostanze nocive rilasciate dall’inquinamento ambientale o anche per l’appunto dagli allevamenti zootecnici, trattenendo, al contempo CO2 quattro volte in più degli alberi. Un modo innovativo e allo stesso naturale di “fito rimedio”.

Piattaforma Cia per il suolo

I video potranno essere visualizzati dagli utenti attraverso il portale raggiungibile al link

http://www.ciaperilsuolo.it/ 

uno spazio virtuale, dinamico e ricco di contenuti, ideato nell’ambito del progetto Soil4Life per promuovere tra gli operatori agricoli le “Linee guida Volontarie Fao” sulla gestione sostenibile del suolo. Inoltre, a esempi di buone pratiche, vengono affiancati con video-lezioni, i contributi di ricercatori e professionisti del settore.
Lo spazio web di Cia si presenta, dunque, anche come catalogo divulgativo destinato a tutti gli operatori del mondo agricolo interessati ad approfondire questioni chiave per una corretta e migliore gestione del suolo.

L’organizzazione risponde, così, all’obiettivo che da sempre anima il progetto Soil4Life cui Cia aderisce come Beneficiario Associato, riconoscendo insieme ad altre importanti associazioni di rilievo nazionale e internazionale, l’importanza di azioni e politiche volte a preservare i terreni, in primis quelli agricoli, per nutrire il pianeta, partendo da una costante e puntale campagna di sensibilizzazione anche tra gli agricoltori.